
Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo Adelphi
Vladimir Nabokov
Intransigenze
Adelphi
- Collana: Biblioteca Adelphi
n. 294 - Pagine 394 - Formato 14x22 - Anno 1994 - ISBN 9788845911002
Argomenti: Diari - Interviste, Letteratura russa
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi, VOLUME DI DIFFICILE REPERIBILITA'
Prezzo di copertina € 20.66
Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 17.57
Sconto promozionale 15.00% - Risparmio € 3.09
Note: Traduzione di Gaspare Bona
Caratteristiche:
brossura
Note di Copertina
Nabokov aborriva le interviste. Eppure, soprattutto quando diventò una celebrità, dovette subirne alcune. Ma il lavoro di quei malcapitati giornalisti si trasformava in puro pretesto per una strepitosa reinvenzione con cui egli si proponeva innanzitutto di cancellare "ogni traccia di spontaneità, ogni parvenza di effettiva conversazione". Il risultato fu una sorta di concrezione madreporica, dove con gli anni finirono per depositarsi, nella loro forma più scintillante e micidiale, non tanto le idee quanto le intransigenze di Nabokov, come dire le reazioni della sua fisiologia di scrittore ai grandi temi (e spesso alle grandi scemenze, come 1'"impegno") che vagavano per l'aria.
Nabokov scopre le sue batterie fin dalla prima riga della Prefazione: "Penso come un genio, scrivo come un autore eminente e parlo come un bambino". Ma è solo un sommesso preannuncio rispetto alle bordate che la sua artiglieria spara in tutto il libro e in tutte le direzioni: dalla letteratura all'arte, dalla politica alla sociologia e alla psicoanalisi. È più facile contare i pochi che si salvano, perché innumerevoli sono, per questo cacciatore di farfalle e di "false fame", i bersagli da colpire senza misericordia. Si salvano, per esempio, ma non sempre restano incolumi, James Joyce e Kafka, Pushkin, Tolstoj e Balthus, o i grandi comici quali Buster Keaton, Charlie Chaplin, i fratelli Marx, Stan Laurei e Oliver Hardy;
mentre sono investiti da scariche di sarcasmo Dostoevski e Balzac, D.H. Lawrence e Sartre, il Thomas Mann di Morte a Venezia e il Pasternak del Dottor Zivago (al quale fanno compagnia altri tre dottori: Freud, Schweitzer e Fidel Castro).
Visto a distanza, molto di ciò che Nabokov diceva come provocazione e insolenza (per esempio in politica) ci appare oggi chiaroveggente e preciso. Ma, anche là dove il gioco lo spinge a esasperare i termini - spesso in modo esilarante -, gli siamo grati e lo seguiamo, perché ci rivela cose che ogni visione equilibrata e contegnosa ignora. Non solo: attraverso molteplici pretesti rivela di pagina in pagina tratti e momenti di se stesso, in una sorta di capricciosa e obliqua autobiografia.
Indice - Sommario
Interviste
Lettere ai direttori
Articoli
Prefazione / Introduzione
Penso come un genio, scrivo come un autore eminente e parlo come un bambino. Dall'inizio alla fine della mia carriera accademica negli Stati Uniti, da sparuto incaricato a professore di ruolo, non ho mai trasmesso al mio uditorio un solo briciolo di sapere che non fosse stato preparato e dattiloscritto in anticipo e che non fosse sotto i miei occhi sul leggio ben illuminato. Durante le telefonate interurbane i miei ehm-ehm e i miei mah-mah inducono gli interlocutori a passare dalla madrelingua inglese a un patetico francese. Ai ricevimenti, se cerco di intrattenere qualcuno con una storiella, devo ritornare su una buona metà delle mie frasi per integrazioni e cancellature orali. Persino il sogno che descrivo a mia moglie mentre facciamo colazione è soltanto una prima bozza.
Stando così le cose, nessuno dovrebbe chiedermi un'intervista se per " intervista " s'intende una chiacchierata fra due normali esseri umani. In altri tempi ci hanno provato almeno due volte, e una volta era presente un registratore, e quando riascoltammo il nastro e io ebbi finito di ridere, mi fu chiaro che mai più in vita mia avrei ripetuto un esercizio del genere.