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Vernor Vinge
Vero nome (Il)
Nord
- Collana: Cosmo Argento
n. 329 - Pagine 135 - Formato 12,5x19,5 - Anno 2003 - ISBN 9788842912408
Argomenti: Fantascienza
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Prezzo di vendita: € 12.00
Note: Traduzione di Gianluigi Zuddas
Caratteristiche:
brossura, copertina plastificata
Note di Copertina
Con questo romanzo Vernor Vinge è stato uno straordinario precursore dei temi della fantascienza, offrendo una serrata e rigorosa visione del ciberspazio e della realtà virtuale che ha anticipato William Gibson e ha ispirato film come Matrix Roger Pollack è un’affermato scrittore, ma è contemporaneamente "Mr. Shypery", noto hacker ricercato dagli agenti federali per crimini informatici. Pollack però, deve aver commesso un errore, e il suo segreto più importante, il suo "Vero Nome", la sua identità nel mondo reale, è stato scoperto. Così, quando una delegazione di agenti federali si presenta alla porta della sua villetta, Pollack apprende immediatamente lo scopo della loro visita: se non vuole finire in galera dovrà aiutarli a scoprire chi o cosa sta manipolando con notevole sottigliezza un gran numero di data-base governativi. Per far ciò dovrà fungere da spia per i federali all’interno del gruppo di hacker di cui fa parte, un gruppo che è fra i migliori del mondo, e nel quale gli agenti sospettano si nasconda il super-vandalo di cui sono a caccia. Pollack/Slippery inizia subito le ricerche, affiancato da un’altra "maga" dell’informatica, nota nel gruppo come Erythrina la "Strega Rossa". E ci vuole poco ai due per rendersi conto che l’infiltrazione dello sconosciuto invasore è ben peggiore di quanto sospettino i federali. Vernor Vinge è nato nel 1944 a Waukesha (Wisconsin). È professore di matematica alla San Diego University e scrive fantascienza dal 1965, ma la sua produzione si è infittita a partire dagli anni ’80. Mostrando una spiccata predilezione per la fantascienza tecnologica, ha saputo sfruttare con particolare originalità e maturità i suoi temi di punta, dalla fisica alla cibernetica all’ingegneria genetica. Con due romanzi legati in sequenza, Quando scoppiò la pace (1984) e I naufraghi del tempo (1986) è giunto per due volte in finale al Premio Hugo nella massima categoria (dopo altre due candidature per la narrativa breve), ottenendo infine pochi anni dopo il meritato riconoscimento, prima con Universo incostante (Premio Hugo 1992), poi con Quando la luce tornerà (Premio Hugo 2000) che in Italia hanno venduto oltre 12.000 copie ciascuno. Il successo che Vinge riscuote tra i lettori è tale che il suo romanzo breve "Fast Times at Fairmont High" ha vinto un altro Premio Hugo nell’edizione del 2002.
Prefazione / Introduzione
L’opera che ha precorso i tempi inventando il cyberspazio... e le sue conseguenze sul mondo reale
Premessa
Letto oggi, dopo l’inizio del nuovo millennio, a vent’anni di distanza dalla sua pubblicazione, può forse sembrare che Il vero nome abbia poche altre novità da offrire alla fantascienza, o alla scienza e alla tecnologia. Ma questo non è vero. Quando quest’opera fu scritta, il termine "cyberspazio" non esisteva neppure nei sogni di qualcuno (lo coniò più tardi William Gibson). Vinge, con questo singolo romanzo breve, cambiò per sempre il panorama della fantascienza introducendo la nozione di realtà virtuale, in un modo utilizzabile, che poi altri scrittori espansero ma senza mai modificarne l’essenza.
Il cinema e la televisione hanno esplorato la visione del cyberspazio descritta in questo romanzo. Altri scrittori sono partiti dalle idee di Vinge per creare qualcosa di nuovo e diverso da tutto ciò che era stato fatto prima.
Come può essere riuscito Vernor Vinge a costruire una visione così unica, fresca e vitale? Parte della risposta può essere nel modo in cui Vinge ha appreso la teoria dei computer. Già docente in matematica prima di cominciare a studiare scienza dei computer, imparò molto leggendo tutto ciò che c’era da leggere ma, come scrive nell’introduzione che segue, i computer lo affascinavano già al tempo della sua adolescenza. Quando infine si dedicò pienamente allo studio di questa materia, era già pronto a incasellare quelle cognizioni secondo una visione matura e globale.
Ma la freschezza di questo romanzo deriva dall’immaginazione di Vinge. In altre sue opere, come Universo Incostante e Quando la Luce Tornerà, Vinge ha portato il lettore all’altro capo della galassia, e su strani e fantastici mondi. Qui lo porta all’interno, nel regno concettuale del cyberspazio, che lui battezza l’Altro Piano, e dove vive la "nuova era della magia".