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Trilussa (Carlo Alberto Salustri)
Tutte le poesie
Mondadori
- Collana: Meridiani - Serie: Letteratura italiana del primo Novecento
Pagine CLIX-1917 - Formato 10,2x16,8 - Anno 2004 - ISBN 9788804523666
Argomenti: Poesia, Letteratura italiana
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Prezzo di copertina € 60.00
Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 51.00
Sconto promozionale 15.00% - Risparmio € 9.00
Note: progetto editoria, saggi introduttivi, cronologia e commento di Claudio Costa e Lucio Felici
Caratteristiche:
rilegato, in cofanetto, con sovraccoperta
Note di Copertina
Un'edizione che sottopone a vaglio critico e filologico l'opera di Trilussa. Ripristinando la successione delle dodici raccolte poetiche stabilita dall'autore, controllando le prime stampe e, quando possibile, gli autografi, i curatori hanno ricondotto i testi alla lezione filologicamente più sicura e li hanno accompagnati con un ricco apparato di note, che analizza la struttura metrica, l'inquadramento storico-letterario, i riferimenti alle vicende politiche, i confronti con altri scrittori e fornisce spiegazioni linguistiche e stilistiche. Alle dodici raccolte canoniche segue una ricca sezione di poesie sparse, pubblicate sui giornali dell'epoca e sconosciute al pubblico, e una serie di illustrazioni a sanguigna realizzate dallo stesso Trilussa
Indice - Sommario
L'onesta dissimulazione, di Lucio Felici
Trilussa: "ars et labor" di un poeta, di Claudio Costa
Cronologia, a cura di Lucio Felici
Tavola delle sigle e delle abbreviazioni
Nota all'edizione
LE POESIE
Lupi e agnelli
Le favole
Nove poesie
Le cose
I sonetti
Le storie
Ommini e bestie
La gente
Libro N. 9
Giove e le bestie
Libro muto
Acqua e vino
Le sanguigne di Trilussa
POESIE SPARSE (con appunti e abbozzi inediti)
Profilo dei libri, a cura di Claudio Costa
Bibliografia ragionata, a cura di Lucio Felici
Indice dei titoli e dei capoversi
Prefazione / Introduzione
L'arte del nascondimento
Potrà sembrare una stravaganza cominciare un discorso su Trilussa chiamando in causa - e mettendo in epigrafe - un noto trattato del Seicento che analizza l'arte della dissimulazione con la sottigliezza (o capziosità) psicologica e verbale tipica della casistica barocca. Trilussa rientra a buon diritto nella categorìa degli «eccellenti dissimulatori» individuata da Torquato Accetto proprio perché non portò «ogni giorno» la maschera, e di maschere ne cambiò più d'una per non farsi riconoscere e, quindi, per ingannare la «curiosità di tutti». In alcuni momenti della sua poesia egli si fa vedere a volto nudo, ma quel volto resta poi ugualmente impenetrabile ed enigmatico: «D'allora in poi nascónno li dolori/ de dietro a un'allegria de cartapista/ e passo per un celebre egoista/ che se ne frega de l'umanità!», dichiara a chiusura de Le favole (II, 75), senza svelare quali siano i suoi «dolori»; «Ciò er core in pace e l'anima serena/ der savio che s'ammaschera da matto», preciserà, dopo tanti anni, nella conclusione di Libro muto (XI, 50), insinuando una saggezza - quale? - che è convissuta con la simulazione della follia. Per acquistare la pace interiore - o quantome-no un tranquillo equilibrio della propria coscienza - è necessario fingersi matti? Torquato Accetto, a questo punto, scompare e si affaccia Pirandello, il cui nome, del resto, è stato fatto dai critici più avveduti di Trilussa.
Tuttavia alcune analisi e distinzioni del trattato secentesco possono resistere e valere come chiave di lettura. Quella di Trilussa è una «dissimulazione onesta» perché non è frode, non è disprezzo della verità, bensì - come teorizzava Accetto - «arte di pazienzia, che insegna così di non ingannare come di non essere ingannato» (XXXV, 87), «moderata oblivione, che serve di riposo agl'infelici [...]; un sonno de' pensieri stanchi, tenendo un poco chiusi gli occhi della cognizion della propria fortuna, per meglio aprirli dopo così breve ristoro» (XII, 60). [...]